Denaro: Credenze, Nevrosi e Messaggi Subliminali

Milena Natalia Meo Dinero, In Italiano 4 Comments

Rimango sul tema del denaro, un tema potente poichè scatena le nostre paure più profonde, le paure di vita e di morte, di sopravivenza. Il denaro ci pemette di mangiare, di avere una casa/un territorio, e di riprodurci, i tre campi gestiti dal cervello rettile, il cervello più antico, quello che entra automaticamente in azione quando ci sentiamo minacciati e che reagisce con la fuga, l’attacco o l’inibizione dell’azione.

Una volta che abbiamo liberato il denaro dalle invasioni di mente, emozioni e sesso, spingiamoci più in profondità ripulendolo da tutte le credenze, da tutti i conflitti, da tutti i traumi e da tutte le nevrosi della nostra genealogia e più in generale del contesto in cui siamo nati e cresciuti.

Ogni famiglia carica il concetto del denaro con una sua personale definizione, gli affianca aggettivi, avverbi, giudizi, preconcetti, stabilisce dei limiti rispetto a se è permesso guadagnarlo o no, e come. E tutto questo carico si manifesta nel nostro rapporto con il denaro.

Lo stesso verbo che si usa associato al denaro ‘guadagnare’ è legato a una credenza giudeo-cristiana che si ‘guadagna il paradiso’ (a sua volta abbinato a ‘fatica e sacrificio’); guadagnare in contrapposizione a perdere come due facce di una polarità lontana dalla pienezza che non è duale. La vita non si guadagna, si vive. E allo stesso modo il denaro non si guadagna, si produce. Produrre non ha polarità, dal latino pro=avanti e ducere=trarre, generare, partorire, creare. In spagnolo producir significa anche abbellire ribaltandone completamente la connotazione, e caricandola dell’idea denaro/lavoro=generare bellezza arricchendo il mondo, e questa è la pienezza.

C’è il denaro che si guadagna soffrendo/sudando/sacrificandosi, il denaro che solo si può ereditare, il denaro che si guadagna nel gioco, il denaro che si mendica, il denaro carico di tristezza e di aspettative degli emigranti, il Dio-denaro; il potere-denaro che manipola, controlla e sottomette; il denaro disprezzato, negato e colpevolizzante dell’idea cristiana; il denaro esaltato e bramato dalla cultura protestante; il denaro che si guadagna con l’usura della cultura ebraica. Ci sono poi giudizi e credenze di tutti i tipi: il denaro è la radice di tutti i mali; i ricchi truffano sempre; è impossibile avere tutto; ricchi si può solo nascere; ci vogliono i soldi per far soldi; per diventare ricchi ci vuole fortuna; ecc, ecc, ecc.

Per il nostro cervello rettile, essere buttati fuori dal nostro branco=morte; per cui la fedeltà assoluta al nostro clan e alle sue credenze è una questione di soppravvivenza. Ed è così che per (falsa) paura alla morte ci boicottiamo, per non disubbidire agli ordini inconsci dei nostri antenati, ai sottili ricatti emotivi del nostro albero genealogico, per non tradire le credenze del nostro clan.

Mandati più o meno espliciti del tipo ‘tu non ci puoi superare’, ‘se io non ho guadagnato tu neppure’, ‘se io non ho potuto, tu non potrai’ predispongono una nevrosi al fallimento che porta per fedeltà, paure o colpe a non superare mai lo status economico dei genitori. Alla stessa nevrosi ci conducono messaggi opposti del tipo ‘tu ci devi superare’, ‘tu devi riscattare la genealogia’, ‘tu devi trionfare dove io ho fallito’, caricandoci  di una pressione da aspettative che ci rende prigionieri, in una costante frustrazione che ci allontana dalla nostra missione.

Richieste più o meno subliminali del tipo ‘tu non ci puoi abbandonare, hai bisogno di noi’,  o il suo opposto ‘tu non ci puoi abbandonare, ora che noi abbiamo bisogno di te’ ci portano a boicottarci per fedeltà, paure o colpe rendendoci rispettivamente dipendenti economicamente per tutta la vita dai nostri genitori o rendendoci economicamente indispensabili per loro.

A causa di messaggi del tipo ‘mi hai tradito, non hai realizzato il destino che avevo pianificato per te’, ‘non hai realizzato il mio sogno’, mi boicotto e se non compio la tua missione, per pagare la colpa, non compio neppure la mia.

Allo stesso modo a causa di messaggi più o meno sottili del tipo ‘ho dovuto lasciare la mia carriera perchè sono rimasta incinta di te’, ‘ci siamo sacrificati per te’, ‘non avevamo soldi e sei arrivato tu’, mi sento un peso, un errore, un ostacolo. I miei genitori non si sono realizzati per colpa mia, si sono sacrificati, per cui per pagare quella colpa neppure io mi realizzerò e poichè la mia venuta al mondo non è stata ‘ben-venuta’ io non sarò in grado di arricchire il mondo.

Se i miei genitori non mi hanno mai visto per quello che veramente sono, se non hanno riconosciuto e accettato la mia essenza, ma hanno solo proiettato su di me i loro desideri, allora io per essere visto, per essere amato, per essere riconosciuto mi guadagno il denaro realizzando i loro piani e non esprimo i miei talenti, la mia missione.

Solo facendo ciò che amiamo l’abbondanza che è pienezza entra nella nostra vita. E se a queste parole si affaccia il pensiero ‘non potrei mai vivere con quello che amo’, sono io per primo che ora non sto dando valore a ciò che amo. Sono io che ancora una volta sto ubbidendo a una credenza della società o a un mandato del mio clan. Un proverbio cinese dice ‘Il valore di qualsiasi cosa, dipende dal concetto mentale che ne abbiamo, non dell’oggetto in se stesso’.

Dobbiamo chiederci sempre: Perchè faccio questo? Perchè lo amo? Perchè lo desidero ardentemente? Sto esprimendo tutto me stesso o solo una nevrosi familiare? Qual’è il vero fallimento?

La via d’uscita? Disubbidire! Ribellarci! Trasgredire agli ordini inconsci ricevuti dalla nostra genealogia e dal nostro contesto per poter essere noi stessi, per essere liberi a tutti i livelli, anche economicamente.

Più puliamo l’idea che abbiamo del denaro, più lo rendiamo neutro, più la nostra essenza e tutto il nostro potenziale creativo si esprimeranno, rendendoci liberi e pieni.

Comments 4

  1. Con gioiosa sorpresa oggi ho trovato il tuo scritto sul Blogger a continuazione del precedente e relazionato sempre al Denaro.Hai squarciato il tema denaro in 1000 pezzi,interessante e incredibile,allo stesso tempo,quali effetti possono produrre in noi”le invasioni della mente…”Continua ad accompagnarci e illuminarci in questo percorso di conoscenza e approfondimento anche su altri temi.Grazie Sissi

  2. Gracias Milena por compartir tu conocimiento. El dinero es un tema que, por lo general duele, porque está relacionado con tantas cosas de nuestra vida, que explorarlo es explorar la vida misma.
    Muchas de las frases que escribiste pegan fuerte en el alma y eso es hermoso.
    Gracias!

  3. “Siamo figli delle stelle pronipoti di sua Maestà il denaro…..””. Esorcizzare il denaro e ripulirlo, come dici tu, è davvero fondamentale. Ed è importante quello che sostieni: la difficile opera di rimetterci in equilibrio e diventare noi stessi in una realtà come quella attuale ( ma anche nel passato c’erano problemi analoghi) dipende in buona parte dal tema dell’autonomia, della rottura delle dipendenze. LA dipendenza complessiva si lega sempre di più agli aspetti economici ed è il denaro la sua personificazione. Anche il denaro può e deve avere un posto, basta che sia il posto che gli appartiene : perchè sia lui ad appartenere a noi e non noi ad appartenere a lui. Grazie !!

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